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Farro d'Umbria

Farro d\'Umbria
Il farro, l'antenato del grano? Sì, se pensiamo che era coltivato già in epoca romana e utilizzato addirittura per sfamare i legionari durante i lunghi viaggi. Cereale robusto e resistente al freddo, nell'antichità era coltivato soprattutto nella qualità del Triticum durum dicoccum (ne esistono, infatti, varie specie, in base alla forma della spiga o al colore della farina). La ricchezza di questo alimento consiste soprattutto nella scarsità di grassi e nella abbondanza di sostanze amidacee, oltre che nella ricca presenza di vitamine, sali minerali e fibre. Queste caratteristiche ne fanno un piatto salubre, nutriente, di facile digestione, ottimo regolatore dell'intestino e rinfrescante, ottimo insomma per tutte le età, anche le più deboli (anziani e bambini); dà un duraturo senso di sazietà senza lasciare pesantezza di stomaco e, cosa molto importante in una società "in sovrappeso" come la nostra, non fa ingrassare.

Nella forma integrale necessita di ammollo (per un tempo di almeno sei ore), e si può anche lasciarlo qualche giorno per portarlo ad un principio di germogliazione. L'acqua di ammollo non deve essere buttata, anzi la si deve utilizzare per la cottura (tranne quella di diversi giorni). La cottura dura circa un'ora.

Ideale per la preparazione di zuppe e insalate fredde

Ingredienti:

Durata: 1 anno

Conservazione: in luogo fresco ed asciutto, al riparo dalla luce

Disponibilità : immediata

Contenuto: 500 gr.

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