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Farina gialla di Mais Marano per Polenta

Farina gialla di Mais Marano per Polenta
Farina gialla di Mais Marano Nuovo raccolto 2007 La granella destinata alla produzione della "Farina di Mais Marano" deriva esclusivamente da coltivazioni realizzate nella Val Leogra e nella fascia pedemontana della Provincia di Vicenza e più precisamente nei territori comprendenti i Comuni di Torrebelvicino, Valli del Pasubio, Santorso, Piovene Rocchette, Monte di Malo, Marano Vicentino, Schio, San Vito di Leguzzano, Malo, Isola Vic.na, Zanè, Thiene, Villaverla, Zugliano, Sarcedo, Breganze, Mason, Molvena e Pianezze. La lavorazione della farina viene effettuata nel Comune di Marano Vicentino, e nella fascia pedemontana dei Comuni dell'Alto Vicentino.

La "Farina di Mais Marano" è prodotta esclusivamente con la lavorazione della granella di mais della varietà "Marano Vicentino". Il pregio maggiore di tale cultura è quello di produrre, come tutti i mais vitrei, una farina con un tenore proteico particolarmente alto, condizione indispensabile per fare una buona polenta. Il mais "Marano", nel corso della sua storia, si è affermato come il più apprezzato fra tutti i mais vitrei: la polenta ottenuta con la farina di questa varietà di mais ha ottima consistenza ed aspetto caratteristico, per la ruvida granulosità e per il colore, giallo carico, finemente costellato di punti scuri.

Il mais "Marano" è un mais a ciclo breve che può essere seminato fino ai primi di giugno. Tale precocità rende questo granoturco prezioso quando la semina non può essere fatta presto essendo il terreno ancora occupato da altre colture. Il mais "Marano" è un granturco di taglia media, è piuttosto basso (m. 1,50 di altezza media), ha il culmo (fusto) esile, ma sufficientemente robusto per resistere al vento al pari di piante dal fusto più grosso.

La resa è scarsa anche se la pianta produce più pannocchie per culmo. La caratteristica di maggior pregio è la "rusticità", che gli conferisce una buona capacità di adattamento in condizioni non favorevoli ad altre coltivazioni. La precoce maturazione (prima decade di settembre) e la sottigliezza del tutolo (tutolo sottile bianco) riducono molto la percentuale di scarto e facilitano la conservabilità delle pannocchie in magazzino. Le pannocchie di "Marano", all'origine ed in annate normali, sono piccole (dai 14 ai 18cm di lunghezza), allungate, poco ingrossate alla base(circonferenza alla base 11-12 cm) e quasi cilindriche. La granella, di dimensioni ridotte, è di colore rosso aranciato e di aspetto vitreo-lucido. Le tecniche colturali sono importanti per conferire al prodotto finale le caratteristiche specifiche di tipicità e qualità. La semina avviene in aprile, utilizzando semente di varietà "Marano Vicentino". La coltura si avvantaggia di concimazione azotata e allo scopo vengono utilmente usati fertilizzanti rganici e letami maturi. La granella viene poi macinata in molini tradizionali ottenendo la farina per polenta di mais "Marano", ricca di crusca e con buona parte del germe.

Storia

Verso il 1890 a Marano Vicentino l'agricoltore Antonio Fioretti eseguì l'incrocio del Nostrano locale (granoturco precoce, basso, a mediocre capacità produttiva, a pannocchia conica, corta, non molto colorita e con bassa resa in granella, insomma: un cinquantino da primo raccolto) con il Pignoletto d'oro proveniente da Rettorgole di Caldogno nella zona tipica di questa varietà, grano-turco più alto, più tardivo, molto più colorito del precedente, anzi quasi rosso, vitreo. Incrociante (impollinante) il Nostrano. Il prodotto dell'incrocio venne l'anno successivo seminato nel podere Fioretti e così si fece in tutte le seguenti annate, senza più procedere ad incroci. Siccome il prodotto dell'incrocio si era dimostrato subito di qualità indubbiamente molto superiore a quella del Nostrano, ma non aveva che di poco aumentata la produttività, piuttosto bassa, di ambedue i granoturchi uniti nell'incrocio, il Fioretti iniziò fin dal primo anno, e scrupolosamente continuò poi tutti gli anni, una sistematica selezione di massa, allo scopo principale di fissare, possibilmente, i caratteri e la qualità del prodotto e di accrescerne la fertilità e la produttività. Il Fioretti riuscì così ad ottenere pressochè costante la proprietà di produrre almeno due spighe complete per ogni pianta, mentre nel vecchio Nostrano locale, base dell'incrocio col Pignoletto, le piante con due pannocchie rappresentavano una minima percentuale.


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