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1Kg. Tortellini di Valeggio - freschissimi e fatti a mano

1Kg. Tortellini di Valeggio - freschissimi e fatti a mano

Tortellino di Valeggio - Nodo d'Amore di Valeggio sul Mincio

I Tortellini di Valeggio Sul Mincio sono forse il prodotto tipico gastronomico più rinomato della provincia di Verona (in principio il tortellino era l'agnolin o il nodo dell'amore) tondo, pasciuto, con un impasto delicato preparato rigorosamente con carni bianche di maiale, manzo, vitello e pollo, una manciata di fegatelli e durelli di pollo, uova, Bianco di Custoza Doc, sale. Il tutto condito con un soffritto di cipolla, carote, sedano e rosmarino. La sfoglia, che deve essere sottilissima come un fazzoletto di seta, viene preparata con farine scelte di grano doppio 0 e uova freschissime.
DA NON PERDERE!

Per garantire che i tortellini vi arrivino freschissimi e senza rotture, utilizziamo il più innovativo ed ecologico sistema per il mantenimento della temperatura. I Tortellini di Valeggio sono contenuti in una vaschetta per alimenti, interamente sigillata e confezionati in ATM (atmosfera modificata) per garantirne una maggiore dura (15/20 giorni) e conservabilità anche durante il trasporto. L'imballaggio esterno è la classica scatola verde mangibene.it. Le cellette di gelatina refrigerante, manterranno i vostri tortellini ad una temperatura costante.

Appena arrivati, mettete i tortellini in frigorifero (durata 15-20 giorni) oppure direttamente nel surgelatore e così potrete avere sempre a disposizione la vostra scorta di Tortellini di Valeggio freschissimi e fragranti.

Le spedizioni dei Tortellini di Valeggio si effettuano esclusivamente il mercoledì, per tutti gli ordini pervenuti entro il sabato precedente

Come cuocere e servire i Tortellini di Valeggio sul Mincio:

Cotti in brodo per circa 2 minuti e serviti o nel brodo stesso (come vorrebbe la tradizione) oppure asciutti al burro e salvia. Da non dimenticare una generosa spolverata di parmigiano.

La leggenda del tortellino Nodo d'Amore di Valeggio sul Mincio

Alla fine del '300, nel corso delle numerose guerre che segnarono l'Italia settentrionale, il signore di Milano Giangaleazzo Visconti, detto il Conte di Virtù, raggiunge le sponde del Mincio e vi stabilisce una testa di ponte per lo sviluppo di un piano militare contro i suoi nemici.
Nell'accampamento delle truppe viscontee, il buffone Gonnella, intrattiene i soldati alla luce dei falò raccontando un'antica leggenda: questa vuole che le acque del Mincio siano popolate da ninfe bellissime che talvolta escono dal fiume per danzare in prossimità delle rive ma, una vecchia maledizione le costringe ad assumere le sembianze di orride streghe.
Mentre tutto l'accampamento cade nel sonno, provenienti dal fiume appaiono le streghe che iniziano a danzare tra i soldati addormentati; soltanto Malco, il valoroso capitano, si ridesta ed affronta le misteriose creature che vedendosi scoperte fuggono verso il Mincio. Una di queste viene raggiunta e nel disperato tentativo di scappare perde il mantello che l'avvolgeva rivelandosi inaspettatamente una splendida ninfa.
Nel breve corso della notte tra i due nasce l'amore e l'alba li sorprende a promettersi eterna fedeltà. Silvia, la bella ninfa, deve ritornare nelle profondità del fiume prima del sorgere del sole e lascia a Malco, quale pegno del suo amore, un fazzoletto teneramente annodato.
Il giorno seguente giungono alla presenza del conte di virtù tre splendide ambascerie; durante il ricevimento alcune belle fanciulle eseguono una danza in onore degli ospiti.
Il capitano Malco, riconosce in una di esse, Silvia, che l'amore ha spinto ad affrontare il tumultuoso mondo degli uomini. Gli sguardi innamorati tra Silvia e Malco destano però la gelosia di Isabella, nobile dama cugina del Conte di Virtù, che da tempo aspira all'amore del capitano. Spinta dalla gelosia, Isabella, denuncia come strega al Conte la bella ninfa. La festa viene subito interrotta e dato l'ordine di arrestare Silvia. Malco, impetuosamente si frappone tra la fanciulla amata e le guardie, consentendole di fuggire verso il fiume, poi si arrende e consegna la spada al Conte adirato.
Al calar della sera, Isabella, si presenta a Malco che langue in una cella: tormentata per il suo gesto invoca il perdono e la comprensione del prigioniero. Mentre i due si parlano, riappare Silvia, ancora una volta emersa dal fiume per salvare l'amato, costringendo Isabella a ritirarsi sconfitta. Silvia propone a Malco l'unica via di scampo: non sulla terra, dove ormai non ci può essere felicità per i due amanti, ma nelle acque dove vivono le ninfe. Malco accetta senza esitazione e si dirige con Silvia verso il fiume.
Il Conte di Virtù allertato dalle guardie si lancia all'inseguimento, ma viene momentaneamente fermato da Isabella, la quale, pentita, chiede rispetto e comprensione per un amore che non conosce limitazioni.
Arrivati al fiume, poco dopo che Silvia e Malco si sono lanciati nelle acque, il Conte di Virtù trova abbandonato sulla riva il fazzoletto di seta dorata simbolicamente annodato dai due amanti per ricordare il loro eterno amore.
Ancora oggi si racconta come le donne e le ragazze di quel tempo nei giorni di festa avessero voluto ricordare la storia dei due innamorati tirando una pasta sottile come la seta, tagliata e annodata come il fazzoletto d'oro, e arricchita di un delicato ripieno.
Era nata la leggenda del Tortellino di Valeggio.

Ingredienti: Farina di grano tenero 00, carni bovine e suine, uova fresche pastorizzate,mortadella, prosciutto crudo, sale, glutammato, spezie, aglio, piante aromatiche.

Durata: in frigorifero 5 - 6 giorni, oppure nel congelatore fino a sei mesi

Conservazione: in frigorifero

Disponibilità : su ordinazione tutto l'anno

Contenuto: 1 Kg. di tortellini freschissimi fatti a mano


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